Il mondo era grande e si poteva ben dire che c'era posto per tutti. Eppure sembrava il contrario. C'erano molti infelici con la voglia di spostarsi. Persone che spesso desideravano andare nei paesi più fortunati, come il Botswana, per vivere meglio. Era comprensibile. Eppure c'era gente che non li voleva, che diceva:"Questa è casa nostra e non siete i benvenuti".
Era facile pensarla così. La gente voleva proteggersi da chi non conosceva. Gli altri erano diversi, parlavano altre lingue e vestivano in modo differente. Molti non desideravano vivere vicino a gente tanto diversa. Eppure erano sempre persone, no? Avevano pensieri e speranze, proprio come tutti gli altri. Non c'era dubbio che fossero fratelli e sorelle, e non si poteva mandar via un fratello o una sorella.
Alexander McCall Smith
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lunedì 13 gennaio 2014
venerdì 8 marzo 2013
Opinione pubblica
The strength of nationalism and racism in immigration countries has made it easier to mobilize public opinion against immigration than for it.
Stephen Castles
Stephen Castles
venerdì 23 ottobre 2009
Quando si parla..
Quando si parla di "multiculturalismo", anche se in termini ragionevoli o favorevoli [...], si è già accettato il falso presupposto che i migranti costituiscano frammenti o avanguardie di culture diverse, si ipotizza la loro differenza e si scava un solco tra noi loro, col risultato paradossale, ma non troppo, che spesso i migranti, ricacciati nei loro contenitori culturali, etnici o religiosi, finiscono per riconoscersi in essi.
Alessandro Dal Lago
Alessandro Dal Lago
Trovo offensiva..
Trovo offensiva la pretesa di riservare dei vagoni agli extracomunitari. Voglio poter viaggiare accanto a tunisini e albanesi: non è una colpa essere nato italiano.
Adriano Sofri, 9 maggio 2009
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